In cammino nel cuore della Sardegna. Il Supramontes

Siamo sardi
Siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi, romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi.
Siamo le ginestre d'oro giallo che spiovono sui sentieri rocciosi come grandi lampade accese.
Siamo la solitudine selvaggia, il silenzio immenso e profondo, lo splendore del cielo, il bianco fiore del cisto.
Siamo il regno ininterrotto del lentisco, delle onde che ruscellano i graniti antichi, della rosa canina, del vento, dell'immensità del mare.
Siamo una terra antica di lunghi silenzi, di orizzonti ampi e puri, di piante fosche, di montagne bruciate dal sole e dalla vendetta.
Noi siamo sardi.


Grazia Deledda


SLOW TREKKING stanziale
dal 24 settembre al 2 ottobre 2012


Un'antica leggenda  narra  che un giorno  Dio volle aiutare i pastori di Urzulei che da lungo tempo erano oppressi dalle  scorribande dei balentes orgolesi. Decise quindi che il Supramonte sarebbe stato squarciato da un fulmine e diviso in due: da una parte la Barbagia e gli ovili e dall’altra l’Ogliastra e le pinnettas e al centro un'agghiacciante fenditura di roccia dove uomini e animali non furono più in grado di passare, solo gli spiriti dei banditi e delle “animas malas” poterono transitare perché la loro sorte  non concesse di “morrer in su lettu”.
Il Supramonte è una vasta area divisa in due parti dalla Orientale Sarda che separa il Supramonte montano da quello marino.
Il Supramonte Montano confina con il Supramonte di Orgosolo, Oliena ed Urzulei. Al suo interno si celano monumenti naturali di grande suggestione come la Gola di Gorroppu, che con le sue pareti alte oltre 400 mt è tra i canyon più alti ed estesi d'Europa, il misterioso villaggio nuragico di Tiscali. Non meno suggestivo è il Supramonte Marino bagnato dalle acque cristalline del Golfo di Orosei, attraversato da lunghe codule che terminano sul mare con incantevoli spiagge incontaminate come Cala Fuili e Cala Luna. La coltivazione della vite e dell'ulivo addolciscono il paesaggio che in alcune sue parti è ricoperto dai caratteristici cespugli della macchia mediterranea e da radi boschi di leccio. Questa zona non è solo ricca dal punto di vista naturalistico, ma ha una cultura e una storia risalenti agli albori dei tempi della primissima civiltà nuragica. Ne sono chiara testimonianza il villaggio di Tiscali le tombe dei Giganti.


1° giorno, lunedì 24 settembre

Ritrovo dei partecipanti e partenza dall'aeroporto di Venezia. Possibili partenze da altri aeroporti
Arrivo e sistemazione a Cala Gonone, piccolo borgo marino che si affaccia su 40 Km di costa, del Golfo di Orosei. Originatosi dal XVIII secolo come porticciolo per piccole esportazioni di carbone, legna, vino e formaggio e importazioni dal napoletano, si ingrandì per l’abitudine nuorese di trascorrervi le vacanze dalla metà dell’’Ottocento.
Cena e pernottamento.


2° giorno, martedì 25 settembre
Supramonte di Orgosolo , foresta Montes
Escursione d’”obbligo” per chi vuole entrare in contatto con le tradizioni interne dell’isola. Il Supramonte di Orgosolo è un territorio sconfinato aspro e selvaggio, dai panorami mozzafiato; conserva ampi lembi di foresta primaria di leccio, inseriti in un paesaggio ancora intatto, incorniciato dalle montagne carsiche più alte della Sardegna, abitato solamente da pochi pastori che ancora allevano allo stato brado capre, maiali e vacchette di razza sarda. I nuraghi e gli ovili sono i pochi segni lasciati dall'uomo nei millenni, ma questo è il regno delle foreste primarie di leccio, dei mufloni e dei cinghiali, è il regno dei falchi e delle aquile. L' itinerario raggiunge il paese di Orgosolo per vedere i famosi murales e si addentra nello sterrato del Supramonte, attraversa la spettacolare foresta di lecci incontrando sorgenti e radure dove è facile incrociare gli animali selvatici al pascolo. Durante la visita ci fermiamo per il tipico pasto barbaricino: si comincia dagli antipasti locali, per continuare la pecora bollita , porcetto arrosto con le patate, i formaggi e l’immancabile pane carasau. Il tutto accompagnato da ottimo vino “cannonau”.

Cena e pernottamento

Si parte dall’albergo verso le 9 accompagnati dalla nosra guida naturalistica: Angelo, di nome e di fatto per la pazienza dimostrata!  La lunghezza del percorso a piedi  è complessivamente poco più di 60 minuti su sentieri facili .  Difficoltà: nessuna, escursione adatta a tutti su terreno piano.
Mezzi di trasporto: Fuoristrada . Strade parte asfaltate e parte in sterrato, talvolta sconnesso

KissWink



3° giorno, mercoledì 26 settembre
Dal Supramonte al mare. Buchi Arta e Cala Luna
La famosissima spiaggia di Cala Luna, la più inaccessibile delle spiagge sarde, è raggiungibile solo via mare o via terra con l’altrettanto famosa discesa della Codula Illune ovvero della Valle della Luna.  Un percorso alternativo è quello che parte dalla località di Buchi Arta dove  è possibile ammirare i caratteristici ovili dei Caprai, immersi in un paesaggio aspro ed incontaminato, ed ancora oggi utilizzati. Da Buchi Arta  la spiaggia è raggiungibile a piedi da "Scala S'Arga", vecchio sentiero costruito dai carbonai a fine ’800 e percorrendo per un tratto la Codula Illune il tutto a contatto con una lussureggiante vegetazione, in uno dei più interessanti percorsi a livello di biodiversità caratteristica del mediterraneo. Alte pareti di candido calcare ospitano secolari ginepri dalle linee più contorte, dalla primavera sino all'estate la natura si colora con le fioriture della Genista Aetnensis, del Nerium Oleander, del Pancratium Marittimun, dell'Euforbia Dendroides e di tante altre specie vegetali aromatiche.
Durante la sosta in spiaggia verrà consumato uno spuntino a base di prodotti tipici.

Cena e pernottamento
Si parte dall’albergo verso le 9 accompagnati dalla guida.  La lunghezza del percorso a piedi  è complessivamente poco più di 90 minuti su sentieri facili, ma ripidi e a volte su terreno ghiaioso.  Difficoltà: medio/facile.
Mezzi di trasporto: Fuoristrada. Strade parte asfaltate e parte in sterrato.

KissUndecided



4° giorno, giovedì 27 settembre
Villaggio nuragico di Tiscali 
L' aspro territorio del Supramonte custodisce straordinari fenomeni carsici, naturalistici e archeologici, l'escursione al villaggio nuragico di Tiscali più di ogni altra rappresenta questa varietà di suggestioni. Il sentiero tra la macchia mediterranea si inoltra lungo le pendici del monte Tiscali, un rilievo calcareo che separa due ampie vallate, sulla sommità del quale si è formata una dolina, dovuta al crollo della volta di un'antica grotta. In questa, si suppone nel periodo Tardo Nuragico, venne costruito al suo interno un villaggio, del quale oggi si notano le rovine. Il villaggio costruito sotto le pareti della dolina rimane nascosto agli occhi dei visitatori fino a quando non si raggiunge il suo interno. Il microclima, l'atmosfera della grotta, i colori del calcare rendono questo posto unico ed indimenticabile. Il sito è raggiungibile partendo da Dorgali, in fuoristrada, attraversando la valle di Lanaittu. Giunti ai piedi della montagna verrà lasciato il fuoristrada per proseguire a piedi, in un interessante sentiero
panoramico, fino a raggiungere l’area archeologica. La visita di questo magnifico sito ed i paesaggi che si attraversano ripagano generosamente le piccole fatiche del trekking. Si rientra  dopo una sosta per consumare il pranzo al sacco a base di prodotti dorgalesi: moddizzosu ( focaccia di farina e patate) formaggio pecorino, salsiccia, ricotta,miele. Lungo la strada del ritorno una sosta per la visita dell'ingresso della grotta di "  Sa Oche".

Cena e pernottamento
Si parte dall’albergo verso le 9 accompagnati dalla guida.  La lunghezza del percorso a piedi  è complessivamente di  1h 30' circa per raggiungere il villaggio nuragico, meno per il ritorno. Km 2,35. Difficoltà: media, escursione adatta a tutti coloro in grado di camminare su un sentiero a tratti ripido, sassoso,  dislivello da superare: 280 m
Mezzi di trasporto: Fuoristrada. Strade parte asfaltate e parte in sterrato.

InnocentSmile



5° giorno, venerdì 28 settembre
Giornata a disposizione.
Cala Fuili e Cala Luna sono raggiungibili tutti i giorni con la barca dal porticciolo di Cala Gonone.
Cala Mariolu è raggiungibile via terra con un trekking abbastanza impegnativo o via mare in gommone.
Pernottamento

6° giorno, sabato 29 settembre
Gola Goroppu
Gorropu é un'enorme gola originata da un sommovimento tettonico e successivamente eroso dagli agenti atmosferici e dalle acque del fiume con le pareti alte più di 400 metri. L'escursione inizia partendo da Cala Gonone per poi attraversare la valle di Oddoene. Dopo aver passato un piccolo guado sul Rio Flumineddu, inizia il percorso sterrato della lunghezza di circa 6 km., che verrà tutto percorso in fuoristrada, in un sentiero a tratti fra una vegetazione piuttosto fitta che permette di arrivare a ridosso della gola. L'ingresso della gola viene raggiunto dopo un percorso in discesa di circa mezz'ora; all’interno di Gorropu, l’escursione procede nell'alveo abbandonato del fiume, che oggi continua a scorrere sotto terra riemergendo solo a tratti e nella sorgente all'ingresso della gola. Il percorso aumenta di difficoltà solo nella parte finale della gola, una volta superato il punto in cui le pareti raggiungono il maggior dislivello; questo consente di visitare senza troppe difficoltà la parte più interessante e spettacolare del Canyon. Al rientro dalla camminata, viene consumato uno spuntino al sacco a base di prodotti tipici locali.
Cena e pernottamento

Si parte dall’albergo verso le 9 accompagnati dalle guide naturalistiche.  La lunghezza del percorso a piedi  di circa due ore  per raggiungere l’ingresso della gola , un po’ meno per il ritorno. Km 6,75  
Difficoltà: media, indicato a persone in grado di camminare tre ore su terreno sassoso, a tratti fra grandi massi. L'ultima parte della gola, presenta brevi passaggi dove è necessario aiutarsi con un cordino, è molto semplice, tuttavia  ci si può fermare prima e ammirare il paesaggio, assolutamente maestoso.
Mezzi di trasporto: Fuoristrada. Strade parte asfaltate e parte in sterrato.


InnocentSmile




7° giorno, domenica 30 settembre
Giornata a disposizione per raggiungere qualche caletta o organizzare una visita a Bitti.
Bitti prende il nome dal sardo sa bitta (cerbiatta). Secondo una leggenda, una cerbiatta venne uccisa da un cacciatore mentre si abbeverava in una fonte, l'attuale fontana de "Su Cantaru" all'interno del paese.
La festa dedicata alla Madonna del Miracolo, si svolge il 30 settembre. Visitatori e paesani  si riuniscono nel santuario, situato nel colle di Gorofai, dove il  momento culminante è la Solenne Processione .Nel rispetto della tradizione, gruppi di cavalieri con i costumi di Bitti accompagnano il simulacro della Madonna esibendo gli antichi stendardi.
Pernottamento


8° giorno, lunedì 1 ottobre
S’ena ‘e Thomes,  Su Pica,  Serra Orrios                         
La Sardegna è ricca di testimonianze archeologiche uniche
ed irripetibili che la distinguono dal resto del mondo: le Domus de Janas e l’età Nuragica. Le Domus sono delle tombe scavate nella roccia datate tra il 3500 ed il 2800 a.C.; l’età Nuragica è invece il periodo compreso tra il 1800 ed il 500 a.C in cui in Sardegna sono state costruite delle opere meravigliose come i Nuraghi, le tombe dei Giganti, i villaggi e i templi dedicati al culto delle acque. Visiteremo le tombe dei giganti “S’ena e Thomes , la Domus de Janas Su Pica il villaggio nuragico di Serra Orrios.                                                         
Cena e pernottamento

Si parte dall’albergo verso le 9 accompagnati dalle guide naturalistiche.  La lunghezza del percorso a piedi  di circa 60 minuti.  Difficoltà: nessuna, escursione adatta a tutti
Mezzi di trasporto: fuoristrada.
    
CoolKiss                                                                                   


9° giorno, martedì 2 ottobre
Mattinata a disposizione.
Trasferimento all’aeroporto e partenza.



Note
I Supramontes sono territori aspri e selvaggi, non facili da visitare. Si cammina  su sentieri di capre e mufloni, è  consigliato avere preferibilmente pantaloni lunghi, scarpe da trekking comode con caviglia protetta, e scarpe da ginnastica, uno zaino e una borraccia. Kway o  giacca impermeabile, occhiali da sole, creme solari e costume da bagno!! Si consiglia di non avventurarsi da soli, non superare la guida e seguire sempre il sentiero.
Vista la peculiarità del soggiorno si fa presente che il programma può subire variazioni. Potranno essere cambiati l’ordine delle visite  e dei  percorsi anche  a seconda delle condizioni atmosferiche e della percorribilità dei sentieri.


LETTURE CONSIGLIATE: La regina delle tenebre. Racconti sardi. di Grazia Deledda.

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